Non so perchè sento di aggiornare il mio journal proprio a quest'ora, così tardi, con un peso forte, che preme in più imprecisabili punti, fuori e dentro me. In verità non sono mai riuscita a essere diretta nell'esprimere le mie emozioni, sopratutto scrivendo. Giro in tondo, come un gioco, anche se non lo è. Quindi, probabilmente, mi dilungherò nel mio solito sproloquio, scrivendo e cancellando punti troppo chiari, risultando quantomeno sgradevole, perchè avrò scritto tutto e avrò scritto niente.
E' cominciato tutto da una composizione stupenda, di Jan Kaczmarek, per il film ' L'amore infedele '. L'ascolto di questa non è avvenuto in seguito ad alcun particolare collegamento con il film in questione, anzi, a dire il vero, l'ho scoperto solo dopo qualche ripetizione, che ne fosse la colonna sonora, a dire il vero.
E dunque, esistono quei momenti in cui una musica, un ritmo, note mescolate, ti trasportano. E ti emozionano. Forse troppo irruente, poco prevedibili, come una catastrofe naturale, che ti coglie e spoglia la tua vita, in un solo attimo.
Succede così : ascolti, con poca attenzione, fin quando non ti trovi incatenato, all'improvviso, senza possibilità di scampo alcuna. E quindi non puoi sfuggire all'irreversibile. Quella musica lascerà emergere qualcosa. Che sia un amore, un ricordo sepolto o un semplice pensiero evasivo. Lo lascerà emergere.
Quindi questa sera ero qui, al computer, appena tornata a casa, e mi è passata sotto click questa composizione. Ed è partita un'immagine di me, bambina, tra i campi di grano, che correvo, insieme ai miei cugini, verso mia nonna. E poi, in un flash, ho lasciato scorrere momenti della mia vita, in fila indiana, cronologicamente ordinati e composti, ai quali non avrei mai ripensato, prima d'oggi.
E' una sensazione strana. Perchè il piccolo film della mia vita si è ripetuto in sequenza, a ritmo di musica continua. La stessa.
Ti lascia a bocca aperta, a fiato sostenuto, con un enorme peso dentro, bello o brutto che sia, non m'importa nemmeno, definirlo.
Oltretutto non sto scrivendo in modo da giudicare questa tempesta di emozioni che mi ha colta, d'un tratto, ora.
Posso dire che è qualcosa di unico, come poter dire d'aver volato, molleggiando su nuvole simili a zucchero filato, belle e buone da mangiare. Come nuotare a lungo, senza far ringrizire la pelle dei polpastrelli. O anche come girare su di una giostra, e poter essere in grado di dire basta.
Ma non posso definirlo bello o brutto. E' solo : unico.
E' una sensazione così prorompente, che ti lascia la sensazione di essere libera, e di potere tutto. Tutto. Di avere sul serio la vita nelle tue mani e di poterla modellare a tuo piacimento. Proprio come se fosse plastilina, già. E allo stesso tempo ti lascia sconcertato e sgomento, d'innanzi alla magia della musica, madre di un cuore che risponde ai propri accordi. Già, bella teoria. Come mai, dico, come mai ognuno ha la propria canzone ? Come mai tu resti scosso da qualcosa, io da un'altra ? E' perchè siamo tutti strumenti, disposti in modo tale da sposarci con un determinato genere, una mano, note precise ?
Non lo so. E ovviamente non lo sai tu.
Ma so solo che stasera, stasera, io mi sento un pò più viva.
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uffy sorellinaaaa se lo sapevo ieri sera ti aspettavo sul pc
bè a oggi no???
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apparte ke ti amo ovviamente
grz della feature
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tratto da "Come te nessuno mai"
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